di Panchina Lunga

Dopo una vita spesa in giallorosso, Francesco Totti lascia la Roma, e non le manda a dire…

17 Giugno 2001: la Roma di Capello conquista il terzo scudetto della sua storia, battendo il Parma all’Olimpico e consacrando alla storia del calcio italiano il suo condottiero e capitano, Francesco Totti.

Esattamente dopo 18 anni, in una gremitissima Sala d’Onore del CONI, lo stesso capitano e condottiero mette la parole fine (almeno temporaneamente) alla sua storia con la squadra giallorossa, e non si tratta di un semplice commiato, ma di una vera e propria serie di “bordate” all’attuale proprietà (Pallotta) e dirigenza della Roma, non risparmiando, anzi semmai accentuando il suo “essere differente”, in particolare rispetto a Franco Baldini, consulente del Presidente, ma vero deus-ex-machina dell’attuale organigramma giallorosso.

Facciamo un passo indietro

2 anni fa, Totti viene (secondo lui) costretto a terminare la carriera sul campo, per passare alla scrivania, con un futuro da Direttore Tecnico, ruolo che effettivamente gli è stato proposto per la stagione 2019/2020. Nel mentre la Roma arriva nella primavera 2018 ad una semifinale di Champions.

La stagione successiva si rivela quasi fallimentare: mercato deludente, allenatore e direttore sportivo licenziati, e, dulcis in fundo, si ripropone lo stesso copione del 2017 con Daniele De Rossi, con annesso “scandalo” della mail anti-Totti.

Le voci si rincorrono, la conferma nel ruolo di DT si fa attendere, viene scelto un allenatore diverso da quanto inizialmente indicato dallo stesso Totti (che aveva contattato direttamente Antonio Conte prima del suo approdo all’Inter), e finalmente il capitano decide di parlare, e lo fa senza peli sulla lingua

Dichiara amore eterno alla Roma, ma si fa da parte dimettendosi, perchè non ascoltato, non coinvolto dal duo Pallotta-Baldini.

Dichiarazioni fortissime, esplosive, soprattutto se consideriamo che la AS Roma è una società quotata in borsa, con le relative conseguenze.

Le reazioni non si sono fatte attendere, dalla dirigenza, dai tifosi, dagli addetti ai lavori. Si è parlato di “ricostruzioni fantasiose”, di “società in vendita” e via cosi…di certo il 17 Giugno, per la storia della AS Roma, rimarrà un giorno indelebile per più di un motivo.

La storia d’amore tra la Roma e il suo amante principe termina con un divorzio rumoroso, a tratti rabbioso, e rimette al centro della discussione del calcio nostrano la questione “bandiere”: sono e rimarranno eroi anche fuori dal campo oppure devono dimostrare tutto da capo, pur avendo la storia dalla loro parte?

Intanto a Roma il Re è nudo, e la sua corte non c’è più, la stagione non inizia con i migliori auspici e, si sa, a Roma ci sono stati 7 Re + 1, appunto Francesco Totti: sarà dura per chiunque caricarsi il fardello della sua eredità.