di Chloe Dupont

Sono le 18 e Potsdamer Platz è già gremita di persone…il palco immenso e imponente attende solo le luci della sera per dare vita allo spettacolo che tutti noi attendiamo da mesi. Siamo cambiati, nel profondo delle nostre anime e delle nostre vite, nulla è più come prima da quella sera del 9 novembre. Siamo uniti e ci sentiamo forti, siamo liberi e ci sentiamo vivi!
È il 21 luglio del 1990, e qui si fa la Storia.
Fuochi d’artificio nel cielo sopra Berlino, e la Musica del genio di Roger che fa esplodere in un unico canto le voci di 350.000 cuori. Cadono i muri e le divisioni sotto i colpi del battente, le corde potenti sgretolano i mattoni dell’odio e delle prigioni, i tasti bianchi e neri abbattono le barriere dell’incomunicabilita’.
E le voci degli artisti, da Cindy Lauper a Brian Adams, dagli Scorpions a Van Morrison, aprono le porte delle nostre menti da troppo tempo sigillate nella disperata solitudine di un popolo diviso. Un omaggio solenne e liberatorio in memoria dei nostri morti.
Davanti a noi il muro di polistirolo lungo 165 metri crolla dopo le note di The Trial, e non è più solo parte dello show, ma rimane per sempre un’immagine indelebile, un momento storico.
I blocchi quadrati caduti a terra sollevano finalmente un vento di cambiamento.

Sono le 18 in Piazza Duomo e corro come ogni giorno a prendere un metrò che forse mi porterà a casa, se riesco a salirci. La gente si affanna, e spinge, ti urta e non ti guarda in faccia…una donna cade dalle scale e nessuno l’aiuta. Il vagone sembra una gabbia di alienati, manca l’aria, troppo poco ossigeno e troppa diffidenza…paura che l’altro invada il tuo spazio, paura di essere derubati del portafogli e delle proprie poche certezze.
Le notizie al TG fanno schifo come al solito, ancora morti, ancora violenza….e nuovi muri a dividere confini e popoli.
È il 9 novembre 2019, la tele e i social ci ricordano la caduta del muro…30 anni sono passati e mi domando quanti muri dovranno ancora ergersi nel mondo e nelle nostre teste….e se qualcuno osera’ nuovamente abbatterli.
Allora ripenso al grande Duca Bianco e mi metto le cuffie, mi rifugio nelle note di Heroes…
Ricordo il concerto di Bowie due anni prima della caduta, Berlino ovest…il palco attaccato al muro e dall’altra parte oh, quanti ragazzi tutti addossati sotto a cantare ed applaudire, a urlare “Giù il muro!” in migliaia. A sentirsi parte di un tutto che non potevano vedere ma solo ascoltare.
E lì in mezzo li vedo….ci sono anche loro due, un ragazzo e una ragazza che si baciano contro il muro, sospesi ed eterni, con la forza di chi non teme niente e si sente Eroe, anche solo per una sera.
Dove sono i nostri nuovi eroi? I Roger e i David e gli amanti coraggiosi e la folla unita in un solo canto col cuore libero dalla paura?
Perché forse, l’unica cosa che può ancora salvarci è sempre l’Amore. Insieme alla Musica.

“Io, io posso ricordare (mi ricordo)
In piedi accanto al Muro (accanto al Muro)
E i fucili spararono sopra le nostre teste
(sopra le nostre teste)
E ci baciammo,
come se niente potesse accadere
(niente potesse accadere)
E la vergogna era dall’altra parte
Oh possiamo batterli, ancora e per sempre
Allora potremmo essere eroi,
anche solo per un giorno”