di Angelo Chiodo

Nel 2000 io avevo precisamente 15 anni ed ormai mi preparavo alle vacanze estive essendo il film uscito in maggio di quell’anno. Le prime zanzare e le prime giornate di vero e cocente calore, in un’estate che mi cambiò, erano all’ordine del giorno. Non ricordo esattamente il giorno in cui decisi di andare al cinema; allora i trailer non erano così accattivanti come oggi ma già cominciavano a richiamare l’attenzione del pubblico. Andammo al cinema in quattro: io, mia sorella e due nostri amici, eravamo dei ragazzini che avevano la bella abitudine di andare al cinema tutti i sabati pomeriggio. Acquistammo il biglietto, niente popcorn o dolciumi ma solo il biglietto e ricordo ancora il mio abbigliamento caratterizzato da un semplice paio di scarpe sportive (Adidas) bianche, un jeans, una maglietta e una cintura borchiata della quale andavo matto. Entrammo nella sala, il cinema era il tempio supremo milanese…l’Odeon… e ci posizionammo…

Da quel momento in poi fu tutto sofferente ma terribilmente bello e passionale… La musica dei titoli di testa su di uno sfondo in computer grafica di color grano che annunciava la produzione della Dreamworks con il classico ragazzo che pesca seduto su di uno spicchio di luna e poi le spighe, la Val d’Orcia e una mano che passa in mezzo al grano… si chiamava Russell Crowe, mai visto prima in vita mia se non in qualche sprazzo di un cinico cyberpunk (Virtuality 1995) per non parlare di LA Confidential (1997) che allora non avevo ancora visto… poi uno sguardo che rimira un pettirosso che si libra in volo da una spiga e poi una colonna sonora potente fatta di trombe intersecate che descrivono la forza dell’esercito romano… la rassegna ai propri uomini, il rispetto delle truppe, in una parola l’ONORE…. Una cosa che ancora non conoscevo e che aldilà del significato semantico non aveva per me nessun altro valore….

Altri volti che poi nel corso degli anni imparai a conoscere ma che per me furono sempre parte integrante de Il Gladiatore (Thomas Arana, Bodyguards): Ah… questo attore era nel Gladiatore…. Fu così per anni!!!

Il Gladiatore-2000

E poi i barbari… il messaggero che ritorna decapitato e la prima battaglia… e la colonna sonora che si fa sempre più potente e quasi drammatica con fiati e archi che svettano e che aumentano la tensione… mentre pugni, colpi di spade e lance si conficcano nel petto e si infrangono su volti di uomini… ferite, lacerazioni, sangue e la gloria di Roma. Termina la battaglia e il suono di un mandolino introduce la mattina dopo il massacro e racchiude una scena fatta di passeggiate tra alberi e quasi simula l’odore delle foglie recise assieme a corpi mutilati… l’odore delle foglie bagnate e l’odore di quercia, alberi, odori naturali che un ragazzo di città come me poteva solo sognare….

Poi l’Imperatore, vecchio ma autorevole (Richard Harris) e il figlio dell’Imperatore, giovane, inesperto ma codardo (…ecco quello che rimane della gloria di Roma…) nel corpo di colui che diventerà nel 2019 il non plus ultra del cinema autoriale (Joaquin Phoenix, Joker di Todd Philipps). La quiete dopo la tempesta diventa un dramma familiare… il padre scomunica il figlio…. Il figlio uccide il padre e il trono viene usurpato come nei grandi cliché della letteratura…

Joaquin Phoenix e Russel Crowe

L’eroe si ribella al suo nuovo Imperatore, è un uomo giusto ma paga il suo onore a caro prezzo… perde moglie e figlio (violentata e uccisa la prima e crocifisso il secondo) e poi la corsa alla casa così mirabilmente descritta dal Generale la sera prima che tutto precipitasse…

La mia casa è sulle colline di Trujillo. Un posto molto semplice, pietre rosa che si scaldano al sole e un orto che profuma di erbe di giorno e di gelsomino la notte. Oltre il cancello c’è un gigantesco pioppo, fichi, meli, peri. Il terreno, Marco, è nero, nero come i capelli di mia moglie, vigne sui declivi a sud, olivi su quelli a nord, cavallini giocano con mio figlio che vuole essere uno di loro”…. Ancora oggi nei miei sogni immagino la mia casa ideale così…. In mezzo alle spighe e al verde…

Il groppo in gola che ebbi in quel momento fu forte… ricordo che mia sorella pianse quando lo vide in videocassetta a casa quando decisi di noleggiarlo (lo vidi 4 volte in 2 giorni). Poi l’arrivo a Zucchabar (provincia romana) e i primi addestramenti… le prime battaglie, i primi morti e le prime alleanze….E poi la potenza dell’imperatore che torna a Roma trionfante ma che inevitabilmente deve fare i conti con un genitore di spessore e poi una cugina bellissima (Connie Nielsen), strabiliante e con un viso che sembra modellato sulla ceramica…e la nascita della mia passione verso la maturità femminile…

Il valore del Gladiatore che arriva a Roma e che dopo la battaglia più grandiosa sfida l’Imperatore, gli volta le spalle si rifiuta di dire il suo nome e poi si smaschera… la guerra è aperta…. Sfida il campione e vince…. Sventa le trappole e vince…. E poi organizza la fuga e la vendetta ma l’imboscata è presto tesa… muoiono quasi tutti i suoi compagni e viene organizzato lo scontro finale… ma il gladiatore viene pugnalato con infamia…..
Combatte, vince…. Ma cade…. E muore…. Viene portato in trionfo mentre l’Imperatore giace morente in un angolo dell’arena…. Piansi per l’eroe…

Uscii dal cinema e cercai tutta la letteratura sui gladiatori e su come tali figure nascessero… scoprii la verità sui gesti, sul significato di “Ave Cesare Morituri Te salutant”… capii il valore di un ideale e della statura interiore umana…. Valori che avevo imparato a conoscere quando sentii parlare per la prima volta di Gaio Muzio Cordo, Scevola (il mancino)… l’onore….
Mi si aprì un buco alla bocca dello stomaco… capii che contavano più valori come coraggio, onore, spessore…. Una sorte di nuova noble arte più interiore… guardai spesso verso l’alto nei giorni successivi ma non c’era il Colosseo… desiderai di andarlo a vedere e chiesi a mio padre di accompagnarmi… comprai la colonna sonora e l’ascoltai tutta per 3 volte di fila… conosco perfettamente ogni nota e ogni variazione…

Il “paradiso” secondo Ridley Scott

La sabbia non ebbe mai più lo stesso significato per me…. E i cori da stadio che avevo udito fino a quel momento avevano perso di significato…. Ora sentivo solo un nome nella testa ed era Massimo…. Massimo…. Massimo… l’uomo coraggioso per antonomasia…. Chi non si spezza e non si piega mai, chi resiste di fronte a tutto ma che sa anche quando deve morire… perché solo quando la missione è compiuta ci si può lasciare andare….
Russell Crowe vince il Premio Oscar, Ridley Scott diventa uno dei miei registi preferiti… io scopro la voce potente di un uomo… mi iscrivo a Dizione, Pre-Doppiaggio e Doppiaggio…. Scopro una passione…. Passano gli anni e arrivo in radio…. Non sono più stato lo stesso da quel giorno…. E quando penso a quello che avrebbe fatto Massimo Decimo Meridio penso che nessuno sia mai riuscito ad essere più forte e romantico….

In maggio del 2000 avevo quindici anni, entrai al cinema sorridendo e ne uscii con i dubbi…. I dubbi di chi non sa ancora cosa vuol dire sacrificare tutto per un ideale…. I dubbi di chi ci metterà solo degli anni per capire il significato del film…. I dubbi di chi, quando è entrato nell’arena era in un modo…. E ne è uscito in un altro…. E ogni volta che vado a Roma oltre a Castel Sant’Angelo e all’Altare della Patria c’è sempre lui….

“…e così,dopo cinque anni passati a guadagnarci faticosamente da vivere in villaggi infestati dalle pulci, finalmente torniamo al posto che ci spetta: il Colosseo. Oh! Dovresti vedere il Colosseo…Cinquantamila Romani che osservano ogni movimento della tua spada, aspettando che vibri il colpoferale….e il silenzio prima del fendente…. e il fragore dopo, cresce, cresce e si solleva come…come… come una tempesta, come se tu fossi Giove Tonante.MASSIMO: Tu sei stato gladiatore…PROXIMO: Sì, lo ero…”