Di Angelo Chiodo

Precisiamo che Mister Hollywood è frutto di fantasia, nel vano tentativo di dare un nome univoco al genio dietro l’industria più prolifica di sempre, ammesso che ve ne sia uno solo… ma il partenopeo in questione invece esiste… e lo si può vedere, toccare, apprezzare insomma c’è

Toni Servillo, 60 primavere compiute in gennaio di quest’anno, irrompe con eleganza nel gotha della recitazione e dello spettacolo mondiale e dopo il ruolo da protagonista nell’ormai celebre La Grande Bellezza (premio Oscar nel 2014 per la regia di Paolo Sorrentino), recupera tutta l’italianità della sua arte dandosi alla graphic novel nostrana (con un naso aquilino che farebbe invidia al Cyrano de Bergerac) nel nuovo 5 è il numero perfetto, scritto e diretto da Igor e passando per ruoli alla stregua di cult in Loro – parte 1 e Loro – parte 2, incentrati sulla vita di Silvio Berlusconi.

5 Il numero perfetto – 2019

Versatile, forte e probabilmente l’attore meno napoletano della sua stirpe; Eduardo De Filippo, Antonio de Curtis, Massimo Troisi hanno fatto/ fanno ancora/ e sempre faranno scuola, ma il nostro Toni si discosta da quell’arte nostalgica e scanzonata e fa la differenza in ruoli anche più piccoli, vedasi il ruolo del faccendiere in Gomorra (2008, Matteo Garrone), a quello dell’ispettore Vogel in La ragazza nella nebbia (2017, Donato Carrisi), al fianco di un potente Jean Reno, altro mostro internazionale.

Il sodalizio con Sorrentino ha portato grandi interpretazioni sullo schermo, oltre ai già citati Loro e La Grande Bellezza, vengono ricordati L’uomo in più del 2001, del quale lo stesso Sorrentino scrisse un romanzo (Hanno tutti ragione, 2010, edito da Feltrinelli) con altre storie incentrate su Toni Pagoda, alter ego di Antonio “Tony” Pisapia Il Divo del 2008 incentrato sulla figura di Giulio Andreotti…. Ruoli impegnativi, drammatici, comici e pieni di contraddizioni a completo ritratto, per alcuni aspetti, della politica italiana […]

Napoli non è solo pizza, spaghetti, mozzarella e pummarola ma anche statuette, passione e un pizzico di internazionalità. Addirittura Ozpetek ha inserito la parola “Napoli” nel suo penultimo lungometraggio Napoli Velata (2017) con la splendida Margherita Buy e l’energico Alessandro Borghi e riprova del fatto che Napoli, così come Roma, è da sempre una città più internazionale che solamente una capoluogo di provincia del sud Italia.

La Grande Bellezza – 2013

Sconvolge i miei sensi di uomo una frase che mi è rimasta impressa e che sempre porterò con me: “….Poi mi ricordo un amico. Si chiamava Antonio Pisapia. Era un grande calciatore. Voleva fare l’allenatore e non glielo hanno fatto fare. E si è suicidato. Ma io non mi suiciderò mai. E che un’altra cosa mi ricordo io. Io ho sempre amato la libertà. E voi non sapete manco che cazzo significa. Io ho sempre amato la libertà. Io sono un uomo libero….” (tratto da “L’uomo in più”).

Grazie Toni…. Grazie ASSAJE!!