di Angelo Chiodo

Il martedì sera di Green Screen si tinge di rosso in linea con i toni di una puntata all’insegna dell’horror.

A cominciare da IT – Capitolo Uno diretto da Andrés Muschietti con un cast eccezionale in rivisitazione del capolavoro letterario Stephen King, fino ad arrivare al cinema underground con Terrifier per la regia di Damien Leone, passando per l’ormai celebre cult movie del genere The Ring.

Era il 1990 quando sugli schermi americani giungeva IT, arrivato solo 3 anni più tardi in seconda serata in Italia ad aumentare ed esasperare la “coulrofobia” ovvero la paura dei clown. Pennywise, interpretato magistralmente da Tim Curry con un ghigno cinico sempre sul volto, terrorizza un’intera cittadina del Maine seminando morte, distruzione e disperazione ai danni soprattutto dei bambini.

Fronteggiato dal “Club dei Perdenti” ovvero un manipolo di ragazzini con gravi problemi sociali e familiari alle spalle, IT ricompare a ritmi precisi ogni 27 anni per divorare tutto ciò che incontra.

Dopo 27 anni di letargo IT, ritorna sul grande schermo con una produzione mainstream che accoglie e spaventa a suon di jump scare, tristezza e orrore adottando cliché tipici ma ben congegnati e la computer grafica per rendere informe il corpo della creatura interpretata più che adeguatamente da BIlls Skarsgard. Sul finire del 2019 IT tornerà nuovamente per la regia di Andrés Muschietti e sarà lo scontro finale.

IT (1990)

Scontro finale che da sempre ha cercato la piccola Samara, figlia dell’abbandono e dell’incomprensione, dopo essere stata gettata in un pozzo e lasciata a morire da una genitori incapaci di capire. Essa sfrutta le sue doti paranormali per farla pagare a chiunque veda la “videocassetta” ovvero un’inprinting di immagini mentali con tutto il suo odio e i suoi ultimi 7 giorni di vita. Solo Naomi Watts con eleganza e bellezza sempre presenti prova ad affrontare una presenza che lentamente si insinua nella sua vita e che mira a prendere sia lei che suo figlio dopo aver visionato il nastro.

In pieno disprezzo della tecnologia per quanto ormai trapassata, The Ring ci insegna a temere i VHS e i televisori che si accendono e spengono improvvisamente e causa, così come aveva già fatto nelle originali produzioni giapponesi, timore e panico generalizzato. Il volto di Samara segnato dalla sofferenza ma dall’arcigna ansia di morte ha spaventato file di giovani sedute in poltrona con l’innato timore che qualcosa di oscuro possa prima o poi uscire dallo schermo per uccidere.

The Ring

Per chi ha lo stomaco forte e non ha timore del sangue e di chi ha come solo scopo nella vita quello di uccidere, Art il Clown è quello che più si addice con sadismo, misantropia, crudeltà e volontà sanguinolenta presenti in Terrifier la cui stessa reclàme avverte su quanto si sta per visionare (Art the Clown Makes Pennywise Look Like Krusty, ovvero Art il Clown rende Pennywise simile a Krusty il Clown).

Dall’ utilizzo di coltelli a pistole, da seghetti per troncare in un due una ragazza viva allo strappare a morsi pelle e occhi di un’altra sventurata, Art il Clown già presente in All Halloween’s Eve diretto attentamente in entrambe le pellicole da Damien Leone, taglia, spezza, ammazza e gode senza mai emettere un solo verso, che sia una parola o anche solo un gemito. È un mimo a tutti gli effetti ma se doveste incontrarlo consigliamo di girare l’angolo e comunque di non provocarlo.

IT (2017)

Continuate pure a terrorizzarvi ascoltando il podcast della puntata del 12 febbraio solo su BMradio.it, con il trio Lorenzo KJJ Ballabio, Angelo Chiodo e Anna E. Riva.

https://www.mixcloud.com/BMradio/green-screen-puntata-12-02-2019/