di kjj

Borat 2 – Seguito di Film  è il film di cui abbiamo bisogno. Nel pieno di una pandemia che sembra non finire mai, arriva su Amazon Prime Video, il primo film che parla di COVID-19. Ed è molto significativo che sia proprio il film ideato da Sacha Baron Cohen e diretto da Jason Woliner.
Dopo 14 anni dal primo film, Borat del 2006, il mondo è cambiato. In parte grazie anche all’invenzione di Cohen, del giornalista kazako. La sua immagine è divenuta famosa in tutto il mondo, al punto tale che nelle prime scene di questo sequel , Borat è costrettto a cambiare continuamente aspetto.

Borat 2 , arrivato a gamba tesa con una campagna marketing diffusa in pochissimo tempo, dopo un anno di girato in segreto, è una bella mazzata in faccia agli USA, per il suo “amato” presidente, per quelli che lo hanno votato; ci mostra a noi europei qualcosa di cui siamo spesso tenuti all’oscuro, troppo legati a un mondo fiabesco hollywoodiano. Ci sono tante controversie: i due estremisti, complottismi che ospitano Borat per diversi giorni in casa propria, nonostante il COVID e si mostrano persone gentili e cordiali. Da questo soggiorno, noi spettatori capiamo come questi due ragazzoni siano stati totalmente influenzati dai mass media, nelle loro idee complottiste contro i democratici.
Il tema del rapporto con la donna torna anche in questo film, con un risvolto ancora più incisivo. “Il film è un film per famiglie”… sarcasticamente Cohen durante un’intervista a Good Morning America. Un padre che scopre di avere una figlia con cui instaura un rapporto nato da qualcosa di insensato e inventato ( un manuale kazako su come “usare” una figlia) che si sviluppa in un vero rapporto di amore padre/figlia. Gli incontri con personaggi di vario spicco nel loro viaggio sono uno degli aspetti più problematici e controversi degli States:
Un negoziante che è disposto a vendere una gabbia “per figlia”.
Un uomo durante il ballo delle debuttanti sussurra a Borat nell’orecchio che la figlia Tutar varrebbe 500 dollari per una notte…
Un chirurgo plastico che ammette di volersi “fareTutar se il padre non fosse stato presente in quel momento….

Il caso più importante del film è l’intervista con Rudy Giuliani, avvocato personale e persona molto vicina a Donald Trump. La scena è stata girata tramite camere nascoste e il tutto fa apparire Giuliani in procinto di molestare la ragazza intervistatrice. Il film è uscito da pochi giorni ma ci sono già un sacco di controversie e tweet di autodifesa e accuse contro Sacha Baron Cohen.
Nell’hotel, Giuliani aveva appuntamento per un’intervista con la presunta giornalista televisiva. La donna sembra flirtare e lo invita nella propria stanza, dove lui le domanda numero di telefono e indirizzo. Lei lo aiuta a rimuovere il microfono che aveva indosso, quindi Giuliani si sdraia sul letto per rincalzare la camicia, con le mani infilate nei pantaloni. A quel punto irrompe l’attore britannico Baron Cohen che, travestito con stravaganti abiti, urla che l’intervistatrice (nel film è la figlia di Borat) avrebbe solo 15 anni.

Direi che se l’avvocato del Presidente ha trovato quello che ha fatto come un comportamento appropriato, allora solo il cielo sa cos’ha fatto con altre giornaliste donne in diverse camere d’albergo. Esorto tutti a guardare il film. È quello che è e che si vede. Ha fatto quello che ha fatto. La decisione sta al pubblico, ma per noi era abbastanza chiaro quello che stava per accadere
Sacha Barohn Coehn a Good Mornig America.

La riuscita dell’opera è talmente incredibile che il fatto che alcune sequenze non abbiano un copione o che molti “attori” non siano consapevoli di trovarsi sul set di un film potrebbe sfuggire a chi ignora fatti e retroscena del progetto. Il montaggio lo nasconde benissimo, lo stile da cinema verità. Si tratta probabilmente del miglior pezzo di satira dai tempi di The Interview.