Esattamente, quando scelsi il nome della band pensavo proprio agli scrittori beat. Mi hanno sempre ispirato e in qualche modo mi piace pensare di portare avanti il loro messaggio. Mi sono sempre identificato con l'accezione che Kerouac ha della "beatitudine". Non è ironico o sarcastico: è serio e spirituale. Mi sembra che i libri di Kerouac cerchino di trovare gioia nel caos - il "mondo spazzato dal vento".
La line-up dei Beat Radio ha subito diverse variazioni nel tempo. Chi sono i membri attuali della band?
Sì, la nostra formazione è cambiata parecchio. Per la maggior parte del tempo "Beat Radio" è stato un progetto solista in cui ho avuto la fortuna di avvalermi della collaborazione di alcuni amici, musicisti di talento. Oggi i "Beat Radio" siamo io, Dan Bills, Evan Duby e Brian Ver Straten.
I testi. In canzoni come "Teenage anthem for the drunken boat" si possono sentire alcune influenze dylaniane: a me, per esempio, la strofa ricorda alcuni passaggi di "Desolation Row". Che importanza dai alle parole nella tua musica?
Molta. Vedo che spesso le persone ci prestano poca attenzione, altri sostengono che i testi non siano rilevanti. La mia reazione in questi casi è: "ma allora perché non eliminarli del tutto!?". A livello di poetica, Dylan è senz'altro la mia influenza maggiore, e probabilmente lo è in assoluto. Sono contento che tu abbia trovato dei parallelismi tra il testo di "Teenage Anthem" e quello di "Desolation Row", quando la scrissi volevo proprio comporre quel tipo di canzone. La mia intenzione era quella di scrivere dai tetti di Brooklyn una sorta di manifesto per la nostra generazione, in questa era digitale in cui tutto cambia velocemente e si ha la sensazione che si stia perdendo qualcosa.
Come definisci la tua musica?
Io la definirei "noisy pop". Credo che sia musica piuttosto semplice e diretta che deriva dal folk che suonavo ai miei inizi da musicista. Le influenze maggiori, oltre a Dylan, sono gli Sparklehorse, i Neutral Milk Hotel, Van Morrison, i Weakerthans e Mark Kozolek.
Nel 2010 avete pubblicato "Golden Age". Com'è nato questo lavoro?
Golden Age è figlio di un processo molto diverso rispetto a quanto avevo fatto prima. All'inizio dell'anno scorso mi sono posto l'obiettivo di pubblicare due canzoni nuove al mese attraverso la nostra pagina su Bandcamp. Avevo voglia di rinnovarmi un po' a livello creativo. Mi sono sentito liberato quando ho iniziato a lavorare nel mio studio nel seminterrato e volevo lavorare più velocemente e in modo più spontaneo rispetto al passato. Ho la tendenza a lavorare ossessivamente sulle canzoni - i testi, gli arrangiamenti e tutto il resto. Questa scelta mi ha costretto a basarmi di più sul mio istinto e mi ha spinto a lavorare ad un regime creativo più rigoroso. A momenti è stato opprimente, ma ne è valsa la pena.
Avete raccolto fondi per pubblicare la vostra musica. Com'è andata?
Già dall'inizio dell'estate scorsa avevamo abbastanza canzoni per un nuovo album. Sin dalle mie primissime registrazioni avevo il sogno di pubblicare un lp in vinile. Sentivo che il momento era arrivato. Del resto, i nostri fan sembrano preferire il vinile ai cd, anche se una buona parte decidono di acquistare i brani su internet. Abbiamo usato Kickstarter, che è un modo per gli artisti di farsi aiutare dai propri fan per finanziare un progetto. Le persone che versavano dieci dollari avrebbero poi ricevuto il vinile, con venticinque il vinile e la maglietta, eccetera.. Abbiamo dovuto raccogliere i soldi solo per la stampa e il packaging visto che tutte le canzoni sono state registrate nel mio studio casalingo. Apprezziamo Kickstarter perché raccoglie interesse attorno ad un progetto in modo onesto: se non si fosse arrivati a raccogliere la quantità necessaria di soldi, ognuno avrebbe avuto indietro i propri e avremmo pubblicato le canzoni solo in digitale. Fortunatamente, abbiamo dei fan meravigliosi che danno anima e corpo per quello che facciamo.
So che non è una domanda facile, ma quali sono i vostri dischi preferiti nella storia della musica?
"Astral Weeks" di Van Morrison, "In the airplane over sea" dei Neutral Milk Hotel, "Exile on main street" degli Stones, "Bringing it all back home" di Dylan, "Electro Pura" degli Yo la tengo e il primo disco di Joanna Newsom. Grazie davvero!