In Scozia c'è un pub in cui entrano solo i cani, gestito a sua volta da un cane di nome Tarzan. Voi direte: cosa c'entra questo con uno dei gruppi più promettenti della scena indie pop di Roma? Siete a un click di distanza dalla risposta.
Chi sono i Boxerin Club? Il primo abbozzo del gruppo è avvenuto grazie all'incontro con Matteo Domenichelli (20), circa 6 anni fa, andavamo al liceo insieme. Franz (20) l'abbiamo praticamente reclutato alla cieca, l'unica cosa che sapevamo era che faceva cover dei Nirvana e che ascoltava gli Arctic Monkeys quando ancora suonavano "From the ritz to the rubble". Gabriele(22) era l'ex-ragazzo di una nostra amica che non si sa bene il perché suonava da un po' di anni e a noi ci serviva disperatamente un chitarrista, ci siamo visti tutti insieme un pomeriggio, abbiamo suonato, e lui già si era imparato bene gli unici pezzi che ha potuto ascoltare con impegno. Da 2 anni suoniamo in giro.
Come avete scelto il nome della band? Una sera eravamo al pub e giocando ad un gioco da tavola, tipo Trivial, è uscita fuori una domanda che recitava così "esiste in scozia un pub gestito da un cane per soli cani?", una delle più grandi assurdità mai sentite quindi c'è stata un'ovazione generale di "NOOO" o "non è possibile", e invece si, il pub si chiama Boxerin Pub ed è gestito da un boxer di nome Tarzan. Quindi, senza freni inibitori causati dal tasso alcolico nei nostri corpi, abbiamo scelto Boxerin Club.
Avete in programma qualche uscita discografica? Sarebbe bello poter rispondere di si, ma in verità per ora pensiamo a fare del nostro meglio per quanto riguarda la scrittura di nuovi pezzi, un'uscita discografica troppo azzardata potrebbe bruciare tutto il lavoro fatto finora quindi diciamo che siamo suonatori da strada, l'unico modo per poterci ascoltare è venire ai nostri concerti e comprare ad offerta libera la nostra demo con 4 pezzi.
Avete da poco registrato un video live on the road con la collaborazione de Il Polimorfo. Com’è stata quest’esperienza? Molto divertente, alla gente che passava sembravamo qualcosa di strano, soprattutto agli anziani, ma molti si sono fermati a guardare, a chiedere, ad ascoltare, il treno in sottofondo che buca le rotaie. Bello, i passanti sanno dare apprezzamenti piacevoli e sinceri. Lorenzo e Davide sono molto bravi in quello che fanno e poi ricorda un po' quello che fanno i loro colleghi della Blogothèque.
Da cosa traete ispirazione per la vostra musica? Di cosa parlano i vostri testi? I nostri testi hanno tematiche abbastanza omogenee: ragazzo e ragazza che trovano difficoltà nel conciliare i propri sentimenti tra loro, non c'è mai un reale inizio e nemmeno un lieto fine. Noi parliamo di quelle difficoltà, della ricerca di qualcosa, qualcosa che nemmeno noi abbiamo trovato quindi è tendenzialmente facile parlarne.
Prima di salutarci con il live in esclusiva per The Riffs Scout, vogliamo sapere quali sono gli album nella storia della musica in vetta alla vostra classifica personale. Matteo I : Doolittle (Pixies) Matteo D: Velvet Underground e Nico Francesco: Incestecide (Nirvana) Gabriele: Ágætis byrjun (Sigur Ros)