Redazione di Panchina Lunga

Ha attraversato più di quattro lustri, passando dalla nascita del World Wide Web fino ad arrivare alle dirette Facebook e le storie su Instagram.

Il 19 Novembre 1995 iniziava l’avventura calcistica del portiere più rivoluzionario della storia del calcio italiano, per interpretazione del ruolo e visibilità mediatica.

Celebrarlo sportivamente non sta a noi, in quanto non vogliamo cadere nella retorica e nell’elencare una lunghissima lista di premi, riconoscimenti e polemiche annesse, che nell’Italia pallonara sono essenziali per la buona riuscita del Bar Sport quotidiano.

In queste righe invece, vogliamo ricordare un ragazzo nato vecchio che ha sbalordito per anni, con la sua capacità spesso e volentieri di sdrammatizzare tutte le situazioni che ha affrontato. Raccontando e superando la depressione che ha raccontato e a memoria è stato il primo sportivo a farlo in attività. Questo nel corso degli anni ha aperto la figura della psicologia applicata allo sport.

Piaccia o meno, sportivi di questo livello danno una visibilità e un’aria romantica al gioco più bello del mondo e quando terminano certe storie ogni amante del calcio ricorda lui a Berlino con la Coppa del Mondo, un sogno di intere generazioni
realizzato…

…adrenalina, pelle d’oca e ancora le stesse emozioni con i brividi che ci pervadono, questo è il ricordo più bello del Benjamin nostrano.

Ora del suo futuro ancora non si sa molto con esattezza, tranne che l’Italia sia come club che come nazionale saluta un icona del nostro tempo e che come tutti gli altri che lo hanno preceduto nel corso degli ultimi 20 anni (Baggio, Zola, Totti, Maldini, Pirlo, Baresi, solo per citarne qualcuno a caso) più passerà il tempo e più verrà rimpianto.

Trovare il nuovo Buffon è difficile, uno come lui è impossibile da imitare, è il Maradona dei portieri. Questa è la frase di un suo collega, Emiliano Viviano e con questa frase che vogliamo salutare Gigi e aspettare quello che il futuro vorrà portarci alla ribalta sportiva nazionale e speriamo mondiale.

Ciao Gigi, tanto ci vediamo in giro.