di Simone Casarola (@simocasarola)

Concrete and Gold.
Cemento e Oro.
Mai titolo fu più azzeccato!

Già perchè il nono album di studio dei Foo Fighters è proprio questo. Una certezza e un piccolo gioiello. In un mondo sempre più interconnesso in cui tutti i generi musicali finiscono per influenzarsi e mescolarsi a vicenda Dave Grohl decide che è il momento di fare del buon vecchio fuckin‘ rock’n’roll.

Erano anni che mancava un album che fosse una dichiarazione di genere al livello di questo lavoro. Non stupisce sia proprio l’ex batterista dei Nirvana a capo di questo progetto, uno che della storia del rock’n’roll ha scritto un paio di paginette diciamo.

Se i primi 2 minuti di ascolto possono lasciare interdetti col timore che i Foo Fighters abbiano virato su suoni più morbidi come ormai siamo abituati a sentire ci pensa subito un riff di chitarra a spazzare via ogni dubbio. Da lì in poi si scatena tutta la potenza della band. Del ritornello di T-Shirt in poi è impossibile riuscire a fermarsi.
È ritorno al rock’n’roll duro e puro. Le chitarre la fanno da padrone, Grohl canta anche al limite dell’urlato e la batteria batte su ritmi serrati. Sono 48 minuti e spicci che volano via in un attimo chiusi dalla title track del disco. Nel mezzo ci sono pezzi grezzi e duri e piccoli gioiellini. Canzoni come The Line che sono già pronte per essere cantate da interi stadi nel tour a vere e proprie canzoni da pogo impazzito come la carichissima La Dee Da.

La “malta” tra il cemento e l’oro di questo album si chiama Greg Kurstin, già produttore di SIA, Adele e molte altre popstar, celebrato dai Foo come grande mente alle spalle del suono del nuovo album. Tanto da fare un video-cartoon e metterlo sul profilo ufficiale della band per introdurre il personaggio. Ah, c’è  anche Justin Timberlake che fa i cori in un brano e un certo Paul McCartney, che suona la batteria in Sunday Rain. Giusto per portare un paio di amici in sala di registrazione.

Sono cemento questi Foo Fighters. Sono una solida certezza.
Sono oro questi Foo Fighters. Perchè in un periodo di ibridi sono puri.

Il rock’n’roll è ancora vivo.

Tracklist:
01. T-Shirt
02. Run
03. Make It Right
04. The Sky Is a Neighbourhood
05. La Dee Da
06. Dirty Water
07. Arrows
08. Happy Ever After (Zero Hour)
09. Sunday Rain
10. The Line
11. Concrete and Gold