di Simone Casarola (@simocasarola)

È appena cominciato il 2018, la metà dei buoni propositi per l’anno nuovo sono affondati nel gin tonic che avrebbe dovuto essere l’ultimo della serata di capodanno e ci si ritrova a fare i conti con quello che lo scorso anno ci ha lasciato in eredità.

Noi di BMradio.it abbiamo scelto 15 dischi da portarci dietro anche nell’anno che verrà, che siano più o meno successi di vendita o di critica. Non ci piace parlare di classifiche che a quello già ci pensano tutti, semplicemente abbiamo fatto una lista (l’ordine è puramente casuale) di cosa abbiamo ascoltato in questo 2017.

 

“Nebbia” Gazebo Penguins


Gruppo emo-core italiano, un pezzo di cuore per i ragazzi in redazione. A 4 anni dall’ultimo disco tornano più in forma che mai. Chitarre, testi, crescendo ritmici per una delle band underground che è da sempre voce della propria generazione.

“DAMN” Kendrik Lamar


La tradizione rap Losangelina al suo massimo. Direttamente straight outta compton arriva Kendrik Lamar con un album che toglie di mezzo ogni dubbio e lo incorona re della scena hip hop della costa Ovest. Doppio disco di platino e tour mondiale (in cui chiaramente non esiste tappa italiana) confermano il successo di K-dot.

“A Deeper Understending” War On Drugs


Ritmi blandi e suoni caldi. La formula vincente per i War On Drugs è sempre la stessa ma ogni volta riesce a sedurre ed ammaliare. Uno dei live più intimi e coinvolgenti dell’anno appena passato.

“Every Country’s Sun” Mogwai


Il gruppo scozzese patriarca del post rock ha ancora da dire la sua. 20 anni di carriera e decimo disco per la formazione di Stuart Braithwaite e compagnia eppure sono 56 minuti che rapiscono all’ascolto in un mondo onirico.

“I See You” The XX


Terza fatica per il trio londinese. Suoni curati nei minimi dettagli, atmosfere sognanti il perfetto mescolarsi delle voci di Romy ed oliver mixate da Jamie XX (la mente dietro al progetto omonimo). Disco di una delicatezza rara.

“L’amore e la violenza” Baustelle


Altro disco italiano della nostra lista e uno dei pochi uscito dal nostro paese ad avere una qualità così elevata. I Baustelle sono arrivati ad un livello di maturità sonora incredibile. Ogni singolo arrangiamento è curato al dettaglio al servizio di testi bohémien e quell’aria snob che comunque non riesce a farceli stare antipatici.

“Sleep Well Beast” The National


Matt Berninger e soci si ritirano per un anno in una casetta sul lago al nord di New York con le relative famiglie. Lì compongono ed incidono “Sleep Well Beast”. La calma e il caldo ambiente familiare si respirano a pieni polmoni per tutto il disco che comunque presenta momenti più movimentati ma mai fuori posto.

“4.44” Jay-Z


L’album prende il suo nome dall’orario in cui Shawn Corey Carter – al secolo Jay-Z, la faccia del rap newyorkese – si è svegliato una notte. In quel momento è andato subito nello studio per registrare di lancio il pezzo che appunto darà il nome al disco. A quasi 50 anni Jay-Z si è conquistato il ruolo di voce ufficiale della città di NY e di buona parte dei neri americani (basti ascoltare il pezzo dedicayo ad OJ Simpson)

“Villans” Queen Of The Stone Age


Un disco energico, un disco davvero rock’n’roll! Se è vero che il lavoro in veste di produttore per gli Arctic Monkeys da parte di Josh Hommes ha portato le scimmie ad un suono più maturo è altrettanto vero che nel nuovo lavoro dei QOTSA tante di quelle sonorità sono state riprese. Un disco di quelli che fa muovere il culo!

“A Casa Tutto Bene” Brunori SAS

Il 2017 sarà anche ricordato come l’anno in cui la scena indipendente italiana (se di questo si può parlare) ha cominciato ad affacciarsi al grande pubblico. Tanto del merito va attribuito a Brunori che da anni porta avanti la sua cifra stilistica a metà tra Rino Gaetano ed il cantautorato classico.

“The OOZ” King Krule

Il nuovo fenomeno della musica inglese. Talentuoso, gracilino e con una voce baritona impressionante. King Krule a meno di 25 anni ci regala un album che spazia dal Jazz al rock passando per il blues ed il noise. Ci si aspetta grandi cose in futuro da questo ragazzo.

“Divide” Ed Sheeran


Da un rosso che ha in mano il futuro della musica anglosassone a quello che per ora ne è il simbolo incontrastato. Dai tempi del basking per le strade di londra alle tre giornate sold out a Wembley. Ed Sheeran non trema e con la sua chitarra continua ad incantare con un successo ormai di livello gloale.

“Drunk” Thundercat

Uno degli album più eclettici dell’anno appena passato. Per chi ama il funk ma anche il blues, il disco della consacrazione per Thundercat che finalmente ha ottenuto anche gli onori della critica.

“More Life” Drake

Che lo si voglia ammettere o meno Drake è da un paio di anni uno degli artisti di maggiore successo sulla faccia del pianeta. Che siano canzoni r’n’b ammiccatinti o successi dance al limite del tamarro il canadese è riuscito ad imporsi in tutte le classifiche globali.

“Luciferian Towers” Goodspeed You Black Emperor

Un disco passato sottotraccia ai più ma per gli amanti del post rock una goduria che dura poco meno di un’ora. I GYBE ci guidano in un viaggio di ribellione e catarsi tra trombe, palazzi che crollano e riverberi di chitarre.

E voi cosa ne pensate?
Quali sono i dischi che salverete del 2017?